La tecnica

In Spagna per un viaggio molto “dairy”

Tour fra Castiglia e Leon, Aragona e Cantabria per un confronto aperto sulla gestione delle stalle da latte


Il team tecnico-commerciale ruminanti di Raggio di Sole, accompagnato da 2 colleghi del team Strategic Marketing and Technology, ha fatto visita al team dairy Cargill Animal Nutrition & Health (CAN&H) spagnolo. L’obiettivo principale di questo scambio di esperienze in pieno stile “Exchange” aveva lo scopo di mettere a confronto e vedere dal vivo come vengono affrontate le tematiche nutrizionali e gestionali delle Big Farm e delle stalle robotizzate in un’altra realtà europea.

La Spagna, con i suoi 505.000 km², è un Paese molto grande; la popolazione di bovini da latte, costituita da circa 785.000 animali sopra i 24 mesi d’età, è distribuita in diverse regioni, concentrandosi maggiormente in quelle del Nord e Nord Ovest. Per visitare le diverse realtà, il team italiano ha percorso in 4 giorni un intenso itinerario di circa 1.500 km, spostandosi nelle regioni di Castiglia e Leon, Aragona e Cantabria. Ad accompagnare il team per tutto il viaggio, René Vallina del team tecnico spagnolo.

Granja Carraotones è la prima stalla visitata nei pressi di Segovia, a circa 1 ora di strada da Madrid. In una stalla moderna vengono munte 275 vacche su compost barn suddivise in 2 gruppi produttivi: primipare e pluripare, con una produzione totale annua di 3.450 tonnellate di latte. L’azienda è a conduzione familiare e, visitandola, si respirano ordine, pulizia ed efficienza.

Grande attenzione è riservata alla qualità dei foraggi. Uno dei comuni denominatori che ha accompagnato tutta l’esperienza in Spagna è stata proprio la qualità dei foraggi. Nell’approcciare la nutrizione delle stalle, l’obiettivo del team Cargill spagnolo è quello di standardizzare al massimo la qualità della parte foraggera della razione. Per farlo prediligono una larga inclusione di insilati in razione, riducendo al minimo l’uso dei fieni, in quanto presentano una variabilità maggiore. A farla da padroni sono l’insilato di mais, l’insilato di loietto e i miscugli con veccia e graminacee.

Gli insilati di graminacee e i miscugli, grazie alle caratteristiche climatiche del territorio e alla qualità dei terreni, spesso sono sfalciati e lasciati pre-appassire in campo prima di essere trinciati. Questo consente loro di poterli raccogliere in stadi di maturazione ottimale massimizzando la digeribilità della fibra.

Una curiosità: l’azienda dispone di un impianto per la produzione di candeggina a partire dall’acqua e dal sale e la utilizza per la pulizia dell’impianto di mungitura, degli ambienti e per i bagni podali.

Alla Tauste Farm le vacche sono suddivise in 8 gruppi di lattazione: 2 primipare, 3 multipare alta produzione e 3 multipare gravide

Nella regione di Aragona, non lontano da Saragozza, Carlos Martin, Technical Application Manager vacche da latte, è il tecnico nutrizionista della Tauste Farm, un’azienda che appartiene a una famiglia di industriali impegnati in diversi business che vanno dal settore minerario all’alimentare.

Alcuni numeri di questa azienda:

  • 1.750 vacche in lattazione
  • 33% di primipare, 300 vacche asciutte e 1.500 tra vitelli e manze
  • 3 mungiture al giorno tramite 2 sale 20+20 a spina di pesce
  • Produzione di 39,5 kg di latte/capo/giorno con 173 giorni di lattazione medi
  • Fertilità: tasso di gravidanza medio annuo del 20%, con valori intorno al 30% in inverno e primavera che scendono al 10% in estate, a causa delle condizioni di caldo estremo dell’Aragona

Parlando con Carlos Sanchez, il manager della stalla, è emerso come in una big farm siano fondamentali la gestione del personale e la standardizzazione delle operazioni. L’azienda vanta il supporto di 41 operai full time nella stalla e 4 in amministrazione. Per la manodopera vengono previsti dei corsi di formazione periodici: ogni 2 settimane per i mungitori e 1 volta all’anno per gli operatori addetti all’inseminazione e alle problematiche podali. Nulla è lasciato al caso, e la professionalità degli operai è tenuta in grande considerazione.

Il team italiano ha chiesto ad Alberto la leva che porta a implementare un cambiamento in azienda. Alberto non ha avuto esitazioni nell’affermare che la prima condizione è la semplicità. Ogni cambiamento ha come condizione imprescindibile che sia standardizzabile, che non impatti negativamente sugli orari di lavoro e sia semplice e ripetibile.

In Cantabria la sabbia è di uso comune come riempitivo delle cuccette

Mentre Castiglia e Aragona sono dominate da altopiani con colline dall’aspetto piuttosto brullo e in certi casi desertico, la Cantabria è una regione verde. Qui, come in tutta la parte Nord e Nord Ovest della Spagna, è concentrata la maggior parte degli allevamenti di vacche da latte. A fare da guida il collega Francisco Fernandez, specialista di stalle automatizzate, che in questa regione segue oltre 60 stalle robotizzate.

La prima azienda ha 200 vacche in lattazione con 4 robot di mungitura Lely e una media di 37 kg/capo/giorno medi annui; spicca l’alta percentuale di primipare, quasi il 50%. L’azienda appalta l’allevamento della rimonta a un centro di accrescimento esterno, una prassi ormai consolidata in Spagna che consente di destinare tutti gli spazi e il tempo lavoro solo agli animali in lattazione.

La seconda stalla è Sat Arenas, che munge 110 vacche con 2 robot Lely e 1 sistema Vector, il primo installato in Spagna 3 anni fa. I proprietari dichiarano una longevità media della mandria di 3 lattazioni, un dato impressionante. Molte pluripare hanno chiuso più di 6 lattazioni, diverse sono alla decima e la percentuale di primipare è inferiore al 25%. Il punto focale è la cura del benessere animale, ripagata con 45,5 kg/capo/giorno di media produttiva annua. Sat Arenas è la prima mandria per genetica della Cantabria e una delle sue stalle più produttive in assoluto.

L’ultima azienda visitata è La Benera: 70 vacche in lattazione con un robot Gea. Questa è la stalla con la maggior efficienza produttiva per robot di mungitura, arrivando a mungere 2.800 kg di latte al giorno. La Benera ha un sistema a circolazione libera con una sala d’attesa che convoglia nel robot solo le vacche autorizzate, ottimizzando i tempi di utilizzo della macchina.

La Benera: la sala d’attesa del robot di mungitura che seleziona le vacche che hanno il permesso di farsi mungere

Sono state visitate 3 stalle robotizzate di dimensioni diverse e con approcci diversi. In comune l’approccio nutrizionale guidato dal team CAN&H spagnolo: nel robot di mungitura vengono somministrati in media dai 5,5 ai 6,0 kg di mangime capo/giorno, il che significa che nei primi 150 giorni di lattazione gli animali mangiano dai 5 agli 8 kg/capo/giorno. Generalmente in Italia l’approccio è più conservativo con medie che vanno dai 3 ai 4,5 kg capo/giorno.

Le curve di alimentazione nel robot si abbinano a un PMR (Partial Mixed Ratio) con meno concentrati e ricco di fibra digeribile per garantire la stabilità ruminale. Il robot di mungitura viene usato per sostenere il picco di lattazione e gli elevati fabbisogni nutrizionali delle vacche più produttive.

I fili conduttori di questa settimana di visite e discussioni sono stati la ricerca della standardizzazione della qualità dei foraggi, la centralità della professionalità della manodopera e della semplificazione del lavoro per il successo di una big farm, e un approccio nutrizionale alle stalle robotizzate che sfrutta maggiormente il concentrato nel robot di mungitura per sostenere performance elevate.

Un grazie speciale al team tecnico commerciale di CAN&H Spagna, capitanato da Jose Javier Hernadez, che ha messo a disposizione la sua squadra qualificata, consentendo al team Italia di vedere tante realtà diverse e di rinsaldare il forte spirito di squadra.