Andrea, Giuseppe ed Enrico Grilli, allevatori di Fiorenzuola d’Arda (Pc) sono entrati nel mondo della mungitura robotizzata da pochi mesi, ma, grazie ad un attento addestramento della mandria e allo specifico mangime Raggio di Sole, oggi sono già a pieno regime.
Tre fratelli, Andrea, Giuseppe, Enrico, una sola passione. Per la famiglia Grilli la loro mandria di Frisone è il risultato di una vita di impegno e i risultati ottenuti in questi anni sono la migliore testimonianza di quanto si possa riuscire a fare quando si ama il proprio lavoro e si resta aperti all’innovazione.

Dall’inizio degli anni ’70 i Grilli sono in questa azienda alle porte di Fiorenzuola d’Arda, continuando l’attività dei loro genitori e riuscendo nel 1986 ad acquistare la tenuta dopo anni di affitto: “Abbiamo sempre creduto nelle potenzialità di una stalla da latte ben gestita – dice Andrea – e condotta in famiglia. Ma il successo si costruisce anche con le relazioni e aver sempre fatto parte del Caseificio Sociale di Baselicaduce è stato importante per consolidare i bilanci aziendali, grazie alla qualità del Grana Padano prodotto e al suo apprezzamento sul mercato”. La loro è una stalla con una sessantina di vacche in mungitura, allevate con tutte le possibili premure per garantire un livello di benessere che consenta di far esprimere alla mandria tutto il potenziale genetico costruito anno dopo anno.


Si passa al robot
Ma la grande rivoluzione è di pochi mesi fa, quando il loro storico operaio, dopo 28 anni di attività ha deciso di andare in pensione, mettendo i fratelli Grilli davanti ad un bivio: continuare con la sala o passare al robot? Andrea, Giuseppe ed Enrico parlano quasi all’unisono e ricordano le giornate passate a interrogarsi su questo punto delicato, sino a maturare la decisione di chiudere con la sala e fare un tuffo nell’innovazione: “Non avevamo voglia di rimetterci a cercare personale, con tutte le incertezze che questo comporta e quindi la scelta del robot è stata prima di tutto di carattere gestionale, ma ben presto ne abbiamo apprezzato anche gli aspetti positivi sulla mandria”.

“Quello che abbiamo compreso subito – spiega Andrea – è che passare da un sistema all’altro non è una questione banale, non solo per la mandria, ma anche per noi allevatori, per affrontare il cambiamento in modo armonico occorre essere preparati e presenti. E, in questo, i tecnici di Raggio di Sole ci sono stati vicini passo dopo passo, dalle prime fasi di addestramento alla mappatura, dalla mungitura parziale fino ad arrivare alla mungitura totale degli animali con il robot. Oggi non torneremmo più indietro e l’esperienza di questi primi mesi mi fa dire che avremmo dovuto passare al robot 6-7 anni fa, ma si fa sempre fatica ad uscire dalla propria comfort zone sino a quando si crea il bisogno e occorre farlo”.
Scelta ponderata
“Oltre a ciò – ricorda Enrico – non abbiamo una nuova generazione in famiglia che subentrerà a noi, ormai tutti attorno ai 60 anni di età, e questo ci ha spinto ad automatizzare l’allevamento per rendere la gestione della stalla più moderna, anche se siamo perfettamente consapevoli che con il robot il lavoro cambia, ma la presenza in stalla resta”.

Investire sull’avviamento
Da veri professionisti i fratelli Grilli hanno iniziato con molta cura e la calma che li contraddistingue l’addestramento della mandria, accompagnando gli animali al robot poiché prendessero confidenza con la macchina. Molti animali hanno fiutato subito il mangime nella tramoggia del robot e hanno iniziato a entrare come se lo avessero fatto da sempre. “L’addestramento – dice Andrea – è un investimento di tempo, ma lo riteniamo indispensabile, specialmente in una stalla come la nostra non progettata attorno al sistema robotizzato. Per tre giorni le abbiamo portate tre volte al giorno al robot, poi le abbiamo lasciate libere, spingendo quelle un po’ reticenti per una quindicina di giorni”.
Le fasi dell’avviamento del robot sono state le seguenti:
- Addestramento – 15 giorni di familiarizzazione con la macchina
- Mappatura capezzoli – durante la fase finale di addestramento
- Mungitura parziale – dei 30 animali che in fase di addestramento giravano di più
- Mungitura totale – aggiunta di piccoli gruppi di animali fino ad arrivare al totale della mandria
“Durante questa fase – ricorda Edgardo Boselli, Dairy management consultant Raggio di Sole – si è deciso, insieme ai tecnici della Lely, di effettuare la mappatura dei capezzoli di tutti gli animali presenti. Questo ci ha permesso di arrivare alla prima mungitura con un’operazione in meno da svolgere con conseguente tranquillità degli animali. Dopodiché, quando gran parte degli animali girava in autonomia, si sono selezionati e separati i 30 animali che per più volte al giorno entravano nel robot e si è partiti con la mungitura robotizzata di questi, mantenendo l’altra metà in sala di mungitura, nel corso del tempo sono stati aggiunti gruppetti di animali fino ad arrivare alla mungitura completa della mandria sotto robot”.
“Il mangime ROBOTICA 17 della linea robot Raggio di Sole – interviene Daniele Fantini, direttore tecnico ruminanti Nord Ovest – è stato formulato per garantire la massima appetibilità e compattezza e le vacche lo mangiano decisamente molto volentieri. Durante le prime fasi abbiamo impostato un quantitativo fisso di 2 kg/capo; dopo un periodo di mungitura completa della mandria, una volta ottenuti dati attendibili sulle caratteristiche produttive degli animali, abbiamo impostato l’alimentazione di precisione: curve individuali per sostenere i fabbisogni di ogni singola bovina”.


Lavoro di squadra
“È stato un ottimo lavoro di squadra – spiega Andrea Grilli – che ha visto la fondamentale collaborazione di Medardo Cammi, il nostro medico veterinario aziendale che ci segue da diversi anni, perché è essenziale avere una mandria in ottima condizione di salute per poter affrontare un passaggio così importante, a maggior ragione se l’avviamento al robot è avvenuto nel periodo estivo. La mandria ha davvero risposto bene e in piena estate siamo sempre rimasti sopra i 40 litri di media con gli animali gravidi”.
“Mi piace chiamarla una storia di successo – conclude Agostino Marrazzo, Territory manager Nord Ovest di Raggio di Sole – perché i fratelli Grilli hanno dimostrato prova di pazienza, presenza e grande professionalità, riuscendo ad inserire una nuova tecnologia senza rallentare la mandria, ma aumentandone il benessere. Senza dimenticare il contributo della ricerca Raggio di Sole e la possibilità per i nostri allevatori di avere a disposizione un mangime hi-tech perfetto per il robot e per vacche che passano i 40 chilogrammi con la massima facilità”.
“Sono mangimi che funzionano e che le vacche dimostrano di gradire, poi andiamo a premiarle seguendo le curve che gli specialisti Raggio di Sole mettono a punto e il robot diventa un nuovo compagno di lavoro in stalla, per raggiungere performance sempre più elevate“.