La tecnica

Tecnologia G+ per un latte di qualità

Per far reddito non basta più solo produrre tanto, ma occorre anche puntare a titoli alti e ad una mammella sana. Le proposte di Raggio di Sole® e Agridea® per sostenere il grasso del latte.


In un mercato lattiero-caseario in continua evoluzione, la qualità del latte è un elemento sempre più determinante per la sostenibilità economica degli allevamenti. Non si tratta più solo di quantità: le latterie pongono oggi una crescente attenzione ai parametri qualitativi, premiando con differenziali economici significativi i conferimenti con elevati tenori di grasso e proteine.

Questo scenario pone una sfida concreta agli allevatori, che si trovano a dover ottimizzare ogni fase della gestione nutrizionale e sanitaria per massimizzare la resa qualitativa del prodotto finale. In particolare, il contenuto di grasso nel latte si conferma uno dei principali driver per migliorare la marginalità aziendale. Un incremento anche modesto di questo parametro può tradursi in un vantaggio competitivo rilevante, specialmente in un contesto in cui i costi di produzione sono sfidanti.

La tecnologia G+ consente di stimolare la sintesi lipidica a livello mammario e aumentare il tenore di grasso nel latte.
La tecnologia G+ consente di stimolare la sintesi lipidica a livello mammario e aumentare il tenore di grasso nel latte.

Punti critici: cala il grasso

Nonostante l’importanza strategica del tenore di grasso nel latte, diversi fattori possono influenzarne negativamente la produzione:

  • L’introduzione eccessiva di acidi grassi insaturi nella razione, che possono interferire con i normali processi di bioidrogenazione degli acidi grassi nel rumine, alterando le vie metaboliche e riducendo la disponibilità di precursori per la sintesi di grasso nel latte in mammella
  • Lo stress da caldo, che porta a una riduzione dell’ingestione di sostanza secca, modifica il tempo di ruminazione, riducendo l’efficienza ruminale e compromettendo la produzione di acidi grassi volatili, fondamentali per la sintesi del grasso
  • La scarsa disponibilità di fibra digeribile, che riduce la produzione di acetato e butirrato, elementi chiave per la formazione dei grassi nel latte
  • Razioni sbilanciate dal punto di vista del rapporto fibra e amido che possono alterare la funzionalità ruminale e provocare condizioni di sub-acidosi latente
  • La qualità delle materie prime, la frequenza e precisione di somministrazione dei pasti, la stabilità della razione nella mangiatoia e la gestione dello stress generale dell’animale

Tecnologia G+

In questo contesto si inserisce la tecnologia G+, una proposta innovativa sviluppata da Raggio di Sole® e Agridea®, pensata per supportare l’allevatore nel raggiungimento di obiettivi produttivi ambiziosi.

La tecnologia G+ si basa su un approccio nutrizionale avanzato che, grazie all’impiego di soluzioni mirate, consente di stimolare la sintesi lipidica a livello mammario e aumentare il tenore di grasso nel latte in maniera naturale ed efficiente.

I risultati di campo dell’utilizzo della tecnologia G+ in 6 stalle ad alta produzione di latte, raccolti durante gli ultimi 12 mesi, mostrano:

  • Stalle 1 e 2: aziende della pianura padana con latte destinato alla produzione di Grana Padano
  • Stalla 3: situata in Piemonte, con 3 mungiture al giorno
  • Stalla 4: azienda con mungitura automatica, dove G+ è stata veicolata tramite ROBOTICA 50 G+
  • Stalle 5 e 6: hanno utilizzato G+ nel periodo estivo in condizioni di stress da caldo (THI>70) con i prodotti della linea SUMMER G+
Il contenuto di grasso nel latte si conferma uno dei principali driver per migliorare la marginalità aziendale

Considerando la media delle 6 prove di campo, un incremento medio del titolo di grasso di 0,29 gr/100 mL per 41,6 Kg di latte medi/capo/giorno valgono 0,25 euro/capo/giorno. Per 30 giorni per 100 vacche parliamo di 750 euro/mese di fatturato.

I risultati ottenuti in campo confermano l’efficacia di G+, che si traduce in una risposta tangibile in termini di qualità del latte e, soprattutto, di reddito per l’allevatore.